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Scritture in libertà

Il miracolo della scrittura si compie anche attraverso piccole folgorazioni: questa rubrica dà voce a quanti amano abbandonarsi al flusso dei pensieri con una penna che corre tra le dita.

Breve introduzione alla Germania tacitiana

Il De origine et situ Germanorum (lett. ‘Sull’origine e sulla regione dei Germani’), comunemente noto come Germania, è un’opera assai preziosa in quanto costituisce l’unica testimonianza conservata di una letteratura specificamente etnografica che doveva riscuotere un certo successo nella Roma imperiale e che già in precedenza aveva avuto larga fortuna nella cultura ellenistica[1]. Prima di Tacito, il filosofo Seneca si era dedicato a monografie sull’Egitto e sull’India, ma questi scritti non sono pervenuti fino ad… Leggi tutto »Breve introduzione alla Germania tacitiana

La poesia epica tra XII e XIV secolo: l’anonimo fortunato

Sebbene le opere dei secoli XII-XIV fossero travolte dal giudizio negativo degli umanisti, i quali, con fermezza, ne prendevano le distanze, la polvere di antiche biblioteche e la fama dei loro bibliotecari hanno restituito autori, spesso sconosciuti, sulle orme delle auctoritates classiche[1] e, in particolare, dei poeti i quali dominarono il panorama culturale dei secoli successivi. Il genere letterario che maggiormente imitò la lingua e la forma degli antenati, fu la poesia epica la quale… Leggi tutto »La poesia epica tra XII e XIV secolo: l’anonimo fortunato

La rosa rossa

  In occasione della recente ricorrenza dell’anniversario della morte del novelliere “girgentino” Luigi Pirandello (10 Dicembre 1936), proponiamo una novella che è stata premiata con una menzione di merito nel 2006 al Concorso Letterario nazionale “Modello Pirandello”.   Come era sua buona abitudine da circa trent’anni, anche quella mattina il maresciallo Mangiapane si era svegliato alle prime luci dell’alba ed era uscito fuori nel suo orticello ad innaffiare quelle quattro piante ormai spoglie, che ancora… Leggi tutto »La rosa rossa

La panchina

Rossella era seduta su una panchina, nei pressi di Piazza della Libertà a Firenze. Viveva nella città medicea, ma aveva origini piemontesi, si era trasferita in Toscana molti anni prima, per motivi indipendenti dalla sua volontà. Il padre lavorava per una multinazionale italo – belga, gli cambiarono sede, dandogli una settimana di tempo per fare armi e bagagli ed andare via da Torino. I primi tempi furono durissimi, lei non si ambientava, la sua natura… Leggi tutto »La panchina

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