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Vox epòn

Vox epòn, ovvero la voce delle parole. Un titolo che unisce indissolubilmente latino e greco, le due lingue alla base dell’intera civiltà occidentale. Questo blog vuole dare spazio alla cultura in ogni sua forma e fornire uno sguardo attento e libero sul mondo in cui viviamo. Il blog completa la mission della casa editrice in quanto strumento flessibile e sempre aggiornato da accostare al fascino eterno della carta stampata.

Il De origine et situ Germanorum (lett. ‘Sull’origine e sulla regione dei Germani’), comunemente noto come Germania, è un’opera assai preziosa in quanto costituisce l’unica testimonianza conservata di una letteratura specificamente etnografica che doveva riscuotere un certo successo nella Roma imperiale e che già in precedenza aveva avuto larga fortuna nella cultura ellenistica[1]. Prima di Tacito, il filosofo Seneca si era dedicato a monografie sull’Egitto e sull’India, ma questi scritti non sono pervenuti fino ad
E io a loro: «I’ fui nato e cresciuto sovra ’l bel fiume d’Arno a la gran villa, e son col corpo ch’i’ ho sempre avuto». (Inf. XXIII 94-96)   Cosa sappiamo sulla nascita di Dante? Fig. 1: Casa di Dante a Firenze. Il luogo – la nascita a Firenze è un solido punto fermo nella biografia di Dante Alighieri. Tale informazione, del resto, viene fornita dallo stesso poeta nelle proprie opere letterarie. Oltre al
Fig. 1: S. Martini (1284-1344), Investitura di San Martino (dettaglio raffigurante musici medievali). “Amor che ne la mente mi ragiona” cominciò elli allor sì dolcemente, che la dolcezza ancor dentro mi suona.   Lo mio maestro e io e quella gente ch’eran con lui parevan sì contenti, come a nessun toccasse altro la mente. (Purg. II 112-117)   Il canto di Casella Dopo essersi purificato dalla caligine infernale, Dante si ferma sul bagnasciuga per riflettere
e quel corno d’Ausonia che s’imborga di Bari e di Gaeta e di Catona da ove Tronto e Verde in mare sgorga (Par. VIII 61-63)   Carlo Martello, re senza corona e senza scorta Fig.1: Carlo Martello d’Angiò, Beatrice e Dante in una cartolina pubblicitaria della Compagnia Liebig (1966). Nel cielo di Venere, riservato agli spiriti amanti, Dante e Beatrice incontrano l’anima di Carlo Martello. Figlio di Carlo II d’Angiò e di Maria d’Ungheria, ebbe
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